Cucinare è molto più che nutrirsi. È un rituale quotidiano, è memoria affettiva, è condivisione. Per chi vive una condizione di fragilità – come gli ospiti della

nostra struttura – la Cucino Terapia diventa uno strumento potente per allenare il corpo, stimolare la mente e ritrovare se stessi attraverso i gesti più semplici.
Perché la Cucino Terapia è così efficace?
Nel nostro contesto protetto, cucinare non è solo un’attività ludica o occupazionale, ma una vera e propria forma di riabilitazione psichiatrica e cognitiva. Il coinvolgimento di spalle, mani, polsi, gomiti, collo, insieme alla stimolazione della memoria, dell’attenzione e della concentrazione, crea un allenamento completo per mente e corpo.
Ogni piatto, ogni dolce, ogni lievitazione diventa un’occasione per lavorare su:
- Memoria e attenzione
- Pazienza e gestione del tempo
- Capacità di collaborare e relazionarsi
- Motricità fine e coordinazione
- Condivisione e socialità
- Autostima e gratificazione personale
I benefici della Cucino Terapia
Toccare gli ingredienti, impastare, attendere la cottura: ogni fase del processo genera rilassamento, stimolazione sensoriale e benessere emotivo. In particolare, i dolci agiscono positivamente sull’umore, abbassano i livelli di ansia e restituiscono sicurezza. Aspettare la lievitazione insegna a gestire l’impazienza, gustare il risultato finale rafforza l’autostima.
Uno studio condotto dalla Tohoku University di Sendai ha confermato che cucinare attiva numerose aree cerebrali, promuovendo un rallentamento del declino cognitivo e mantenendo il cervello giovane.
I nostri laboratori: “Mani in pasta” e “Le torte della nonna”

Presso l’Istituto Salubritas, la Cucino Terapia è parte integrante dei percorsi riabilitativi. Abbiamo attivato due laboratori terapeutici di cucina:
- “Mani in pasta” – dedicato a pazienti con disturbi psichiatrici
- “Le torte della nonna” – pensato per ospiti con diagnosi di demenza
Entrambi i laboratori si tengono due volte al mese e vengono integrati con merende condivise o pic-nic terapeutici, per rafforzare la componente sociale e affettiva dell’esperienza.
Un ambiente familiare per sentirsi a casa
L’obiettivo non è la prestazione culinaria, ma il benessere relazionale e identitario. In molti casi, l’attività risveglia ricordi lontani legati alla casa, ai figli, alla vita di un tempo. Alcuni ospiti mostrano entusiasmo, spirito d’iniziativa e voglia di proporre nuove ricette.
Cucinare insieme restituisce la sensazione di “fare qualcosa di utile”, di esserci ancora, di essere parte di una quotidianità condivisa e familiare.
Bibliografia
– SHIRA R. Cucinoterapia. Curare, accudire, amare se stessi e gli altri con il cibo. SALANI EDITORE
– SHIRA R., BAY A. L’amore goloso, TEA.
In conclusione
La Cucino Terapia è uno strumento terapeutico potente e profondamente umano. Permette alle persone fragili di riconnettersi con sé stesse, con gli altri, con i gesti della vita quotidiana. In ogni impasto, in ogni forno acceso, c’è un gesto di cura e rispetto per la persona nella sua interezza.
Dott.ssa Gabriella Matrundola
Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica



Ernesto.it rappresenta una soluzione innovativa e preziosa per affrontare i problemi legati all’Alzheimer attraverso approcci naturali e coinvolgenti come la cucina terapia. La loro professionalità e attenzione alle esigenze dei pazienti contribuiscono a stimolare la mente e l’anima, migliorando la qualità della vita degli anziani. Consiglio vivamente questa realtà per chi cerca alternative efficaci e umane nella cura di questa malattia.